Francesca Romano

 

 

Vive e lavora a Roma anche se sembra uscita da un college di San Francisco. Founder, CEO & UX Architect di Atooma.

 

L'azienda: Atooma

  

Dagli smartphone al web, innumerevoli servizi e applicazioni promettono di risolvere e gestire piccoli problemi quotidiani. C’è un’app per tutto, ma nell’API Economy è evidente che la contaminazione e l’inter-operabilità dei prodotti digitali rappresenta l’unica soluzione per semplificare la vita degli utenti, che vogliono servizi tecnologicamente avanzati, ma estremamente semplici da gestire.
Simple, una giovane startup basata a Roma, ha deciso di creare Atooma (A touch of Magic), un’applicazione mobile e web che rivoluziona l’interazione tra l’utente, il proprio smartphone e le app più utilizzate, dando la possibilità di combinare in modo creativo sia le features del telefono, sia le applicazioni esterne. Atooma significa legare insieme alcune condizioni e le relative azioni per ottimizzare le funzionalità del proprio smartphone: “Se ricevo una mail dal mio collega, salva gli allegati nella specifica cartella di Dropbox”, “Se sono a casa connettiti alla mia rete preferita e attiva tutte le notifiche di Facebook”, “Se piove anticipa la sveglia di mezz’ora e mandami una mail”. Tutto questo attraverso un’interfaccia grafica e un’esperienza utente rivoluzionaria, semplice e alla portata di tutti. Punti di forza sono la community e i “contesti d’uso”, ovvero Tag che permettono di trovare l’Atooma giusto al momento giusto: per il lavoro, la musica, la casa, i viaggi e via dicendo. Atooma si propone al target end-user come un’app utile e divertente, ma è di fatto un potente framework per la gestione di tutte le applicazioni degli attuali devices. Sono quindi da considerare scenari di business verticali nell’ambito di Internet e della home automation, per l’integrazione di funzionalità legate a oggetti o dispositivi e la rilevazione di contesti in cui attivare automaticamente una serie di specifiche funzionalità.